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Titolo: “Lei “

set 3, 2013 by     commenti    Posted under: blog

Salve cari lettori. Rieccomi qui,dopo tanto tempo che non scrivo qui sul nostro sito. Innanzitutto vorrei scusarmi con tutti quelli che seguono “Catwoman-femme fatale” visto che ho interrotto proprio in un momento cruciale, ma non disperatevi perché sto scrivendo il seguito e vi assicuro che ci saranno molte sorprese. Spero di farmi perdonare con una storia autoconclusiva che ho scritto tempo fa ispirandomi ad un sogno che realmente ho fatto. Spero vi piaccia e spero di finire per la prossima settimana “Catwoman femme fatale -Quarta parte”

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Titolo: “Lei “
 
Sono più o meno le undici di mattina e io ero con Lei e con tutti i miei compagni di classe.
Ad un certo punto si sente un avviso tramite interfono scolastico:
“Salve scolari e scolarette,avete fatto tutti i compitini? ahahaha… non penso proprio… ed è per questo che sarete puniti a dovere cari miei… ho deciso amici che questa mattina voglio divertirmi un po’ con voi, visto che sgozzare il vostro preside non è stato divertente come pensavo e visto che oggi non trasmettono il mio telefilm preferito DANNATI BASTARDI!! … quindi… mmmh fatemi pensare… ah sì certo… ucciderò tutti quanti e rapirò una giovane fanciulla per torturarla un pochino…ci vediamo tra un pochino cari miei hahahaaha”
Siamo tutti sgomenti e cerchiamo di  capire cosa stia succedendo cercando di incoraggiarci l’uno con l’altro e cercando di illuderci che quello non era colui che tutti in città temono.
Ecco all’improvviso un blackout, le finestre vengono oscurate e tutto si fa buio… dopo pochi attimi, per me interminabili, tra le grida di terrore dei miei compagni sento una risata agghiacciante che una ed una sola persona soltanto sa fare: il Joker.
Sento gli ultimi gemiti dei miei amici che poi inesorabilmente cadono a terra morti. Lei mi stringe forte “andrà tutto bene” le dico. Lei piange, io cerco di darmi forza mentre il Joker si muove nel buio come fa il più letale dei serpenti nell’ombra e nel silenzio in cerca di una preda appetitosa. Vengo attaccato alle spalle e perdo i sensi.
Incredibilmente mi sveglio, dopo quelle che per me sembrano  passate settimane, seppure con qualche vistoso livido sulle mie gambe (evidentemente sono stato pestato mentre dormivo). Al mio risveglio è calata la notte, l’oscurità avvolge la stanza e un odore nauseante mi tormenta. Accendo il mio telefono per avere un po’ di luce e attorno a me c’è soltanto morte, tutti i miei amici uccisi dal Joker: chi sgozzato, chi preso a colpi di piede di porco. Alcuni non si riconoscono neanche più…”meglio non continuare,meglio cercarLa”  penso.
Noto che sul mio banco ci sono le scritte “I.A.” che però non capisco,ma le memorizzo, sebbene non credo mi servano a molto. E’ sempre notte.Mi reco alla stazione di polizia, situata a pochi metri dalla mia scuola, ma un uomo anziano ferito gravemente all’addome sdraiato sulle scale che portano al dipartimento di polizia mi avverte nei suoi ultimi attimi di vita che tutti i poliziotti sono stati uccisi dal Joker e che entrare può essere molto pericoloso, infine nei suoi pochi ultimi attimi di lucidità mi invita ad accettare un suo dono, è uno strano apparecchio elettronico simile ad un cellulare che accetto sebbene sia confuso.”Attento a C-croc” .L’uomo muore e io mi sento sempre più disperato, ho visto troppa morte per stanotte ,sono stanco e questa notizia mi ha sconvolto, Killer Croc, l’uomo che uccise i miei genitori è di nuovo in libertà. Vorrei che tutta questa follia finisse ora. Mi suiciderei.

Ma devo ancora trovarLa senza Lei probabilmente non avrei avuto nessun obiettivo come in questa notte così nella mia vita. E’ davvero tutto ciò che conta per me e in questo momento ha bisogno di me,e io di Lei.
La cerco disperatamente per le strade di Gotham
,corro
,sudo
,urlo
,piango
sono circondato da morte e distruzione insensata provocata da un uomo folle che paradossalmente architetta dei piani che hanno come fine primo di uccidere per puro e illogico divertimento.
Mentre sto per perdere le speranze ripenso a quella scritta sul mio banco: “I.A.”. E all’improvviso l’intuizione! “I.A.=Isola Arkham” neanche a pensarlo e vengo colpito da dietro perdendo di nuovo i sensi, mentre cado sento di nuovo la sua risata e so che è Joker perché solo lui riesce ad trasmettere quella negatività capace di emanare freddo e sofferenza.
Al mio risveglio sono nel manicomio e noto un uomo disteso per terra di fronte immerso in una pozza d’acqua: è Batman ed è morto. Tolgo la maschera: è Dick Grayson, mio coetaneo acrobata che perse i genitori quando era bambino. Rimasi per qualche secondo a guardare il suo volto trasfigurato in un disegno di delirante terrore esistenziale, come qualcuno portato al limite della follia da ciò di cui è stato appena testimone.
“Quanta sofferenza” “Quanta follia” “Quanta morte!”
Sono spaventato, urlo per il dolore,la mia è una tortura… ma non devo cedere, non crollerò mai finché non La ritroverò.

Mi assalgono angoscianti pensieri: “è ancora viva? cosa vuole farLe il Joker? Perché è tornato ? è ancora viva?Perché ha ucciso così tante persone? Perché mi ha preso come suo bersaglio? Cosa centro io? è ancora viva ? Qual è il suo obbiettivo? Pensa davvero che uccidere le persone sia un divertimento?è ancora viva?è ancora viva?! è ancora viva?!”

Inizio a correre tra i bui corridoi del manicomio, correvano all’impazzata tantissimi scarafaggi sul pavimento, non si riusciva ad intravedere il fondo e inoltre le pareti erano macchiate di rosso ,ne deduco dall’odore che quello fosse sangue.

All’improvviso Killer Kroc mi piomba davanti distruggendo il soffitto . (“mi stava aspettando”)

è grande, puzza di fogne e putrefazione e vuole sbranarmi, è visibilmente così

Inizia a correre, cerco di fuggire, non posso batterlo, ma sono più veloce .Mi arrampico su una colonna fino ad una condotta dell’aria, apro la grata ed entro dentro il condotto mentre Croc cerca di distruggere la colonna e il soffitto saltando ripetutamente e distruggendo con colpi violenti tutto ciò che gli impedisce di avermi. Delle lacrime raffreddano il mio viso caldo per l’agitazione di morire in un modo atroce, ma la mia volontà rimane intatta, devo trovare un modo di lasciarmi Kroc alle spalle. “Non ho paura…non ho paura” mi ripeto, calmandomi, seppur di poco.

Ripenso al dispositivo che mi ha dato il vecchietto moribondo davanti la stazione di polizia, lo estraggo dalla mia tasca mentre mi muovo nel condotto dell’aria. Dopo averlo maneggiato un po’ scopro che è ha un meccanismo di autodistruzione a tempo ma intanto la bestia riesce a rompere il soffitto nel punto preciso del condotto provocando un buco grandissimo, mi affaccio per vedere dove si trova attivando la l’esplosivo a tempo.
Si prepara per un altro balzo,mi ringhia contro,inizia già a pregustare la mia carne e istintivamente glielo lancio in bocca
3…2….!! BOOOM

Lui esplode a pochi centimetri da me e io vinco.

Clamorosamente sono vivo, più spaventato di prima, sono pieno zeppo del suo sporco sangue. Grido ancora, grido tantissimo perdo le speranze e ho freddissimo.

Infreddolito,
stanco,
agitato,

preoccupato,
angosciato,
claudicante,
sfinito, riesco ad arrivare alla fine del corridoio. C’è una grande ed imponente porta ,la apro e mi ritrovo in un immenso salone, che era arredato da sedie e tavoli distrutti e da oggetti inceneriti. Il muro era sporco dalle solite macchie di sangue che si ripetevano in tutto il manicomio oramai regno di Joker.Mi guardo intorno freneticamente alla ricerca di Lei. La mia vista è offuscata e mi tengo in piedi per miracolo.Sento una melodia agghiacciante che mi mette i brividi. Alzo lo sguardo e c’è il Joker che suona il violino sull’unico balconcino presente in quella sala.“E così caro mio…a quanto pare…questo sarà il nostro ultimo spettacolo in questo teatrino…allestito da me in persona!”con un balzo scende giù.

“TiPPIace!?!” mi dice urlando con rabbia spaccandomi addosso il violino che aveva tra le mani.
Provo a resistere ma le forze mi vengono meno, sono a terra e rassegnato rinuncio all’idea di ritrovarLa, di riabbracciarLa, di rassicurarLa, di passare dell’altro tempo con Lei.

Vuole uccidermi,potrebbe farlo facilmente, io sono a terra, tramortito, arreso, non ho la forza di fare nulla.
Ma,miracolosamente,proprio quando avevo perso le speranze Lei appare dalle ombre.

BANG!
Lo ha sparato in testa, alle spalle, senza che lui possa reagire, con freddezza.

Lui inizialmente non cade e anzi ride…ride tanto anche mentre sta cadendo continua a ridere come un pazzo, e lo era e io lo capivo.

“Finalmente qualcuno che mi fa morire dalle risate!” – Il Joker muore e annega nella sua pazzia con in volto il suo solito folle sorriso.

Era pazzo e io lo capisco .Ora lo capisco troppo bene.

Sento dentro di me un’energia sorprendente. Inizio a ridere. 
Inizio a ridere tanto nel vedere Lei a terra in una pozza di sangue.
L’ho uccisa.

Io sono diventato come lui,come Joker.